Villa Montalban

La famiglia Fulcis fece costruire la villa di Safforze nella prima metà del XVII secolo per celebrare la ricchezza della propria casata e le glorie militari che le valsero il cavalierato di Malta.

La villa sorge su una spianata ai piedi del monte Serva, in posizione elevata. La si raggiunge dopo un lungo viale d’accesso che porta direttamente davanti alla villa. Il complesso degli edifici presenta una pianta a forma di “Z”. Le tre parti che la compongono sono la villa vera e propria a tre piani e due corpi più bassi sul retro. All’estremità di sinistra si innesta perpendicolarmente una prima ala. All’estremità di questa, a sua volta, si inserisce una seconda ala che volge verso sinistra e termina con una cappella.

La villa ha una grande facciata che aggetta rispetto alle ali laterali. Presenta al centro, al piano terra, un portico a cinque arcate a tutto sesto con dodici colonne tuscaniche binate. Ogni arcata è rimarcata da una cornice dipinta. All’interno del porticato sono riprodotte sui muri, con un bel gioco di prospettiva, le arcate e le colonne esterne. Ad ogni lato del portico vi sono due finestre basse.

Al primo piano tre porte finestre ad arco, chiuse da un’elaborata balaustra, sono in corrispondenza dell’arco centrale del porticato. A ciascun lato, quattro grandi finestre ad arco con cornici di pietra. Due fasci orizzontali sottolineano i davanzali e l’imposta degli archi, per concludersi nel finto bugnato agli angoli dell’edificio.

Il secondo piano è illuminato da piccole finestre quadrate (tre raggruppate al centro e quattro per ogni lato), chiuse sopra e sotto da due bande dipinte.

Al centro del tetto un festigio con timpano si apre in tre finestre ad arco, arricchite da un motivo minuto a mensoline, che si interrompe all’altezza del timpano. Dal tetto salgono due camini. Le loro pareti esterne sono in cotto lavorato a dente di sega, che le fa somigliare a scacchiere e che si trovano solo in questa zona del bellunese.

Sulla facciata sono dipinti due grandi stemmi in cui è riprodotta l’aquila ad ali spiegate dei Fulcis con la stella dei Cavalieri di Malta, che artiglia un nemico. Intorno trofei militari, cannoni e bandiere. Ognuno dei due stemmi ha sotto una meridiana.

L’interno, un tempo particolarmente ricco ed affrescato, fu gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale e poi trasformato per essere utilizzato come struttura pubblica.

La villa ha ospitato il maresciallo Massena nel 1799, il vicerè Eugenio Napoleone nel 1809, Vittorio Emanuele III ed Elena di Savoia nel 1903.

 

Istituto Regionale per le Ville Venete (1998), Ville Venete – Itinerari fra Veneto e Friuli, Venezia, Marsilio Editori

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