Il placcaggio

Uno dei momenti più entusiamanti del rugby è anche il momento di contatto più importante, dopo la mischia

Il placcaggio è l’atto di portare un giocatore avversario a terra, mentre sta portando la palla ed è un elemento importante, ma potenzialmente pericoloso, nel gioco del rugby.

Partendo dalle formazioni giovanili sarà facile, col tempo, acquisisire facilmente un po’ di pratica, però ci sono tutta una serie di regole per capire quello che deve o non deve accadere in un placcaggio, soprattutto a causa di problemi di sicurezza, e così la parte più importante è conoscere bene queste regole, al fine di evitare infortuni e/o sanzioni arbitrali.

Le regole del placcaggio

Le regole principali per un buon placcaggio sono le seguenti.

Prima di tutto, quando si placca è necessario assicurarsi che non ci sia contatto sopra le spalle, data la pericolosità del movimento: il “placcaggio al collo”, infatti, porterà sicuramente ad ottenere una sanzione o addirittura un cartellino rosso, per quello che viene anche definito “placcaggio alto”.

Inoltre, le regole del rugby prevedono che il giocatore in possesso della palla, se placcato, deve lasciarla non appena raggiunge il suolo, di solito passandola a un compagno di squadra o mettendola a terra.

Sia il giocatore placcato che il placcatore devono rotolare via, subito dopo il placcaggio.

Per un compagno di squadra del giocatore che è stato placcato è possibile raccogliere la palla subito dopo il placcaggio, ma è autorizzato a farlo solo se è ancora in piedi.

Se il compagno di squadra finisce però toccare il giocatore placcato e la palla è ancora a terra, il “blocco di placcaggio” diventa quella che è nota come un “ruck”, a seguito della cui formazione nessuno dei compagni di squadra ha più il permesso di gestire la palla. Possono, tuttavia, cercare di vincere la palla della squadra avversaria.

Se durante il gioco si forma una “maul”, vale a dire tre o più giocatori che sono in contatto e cercano di conquistare la palla, mentre tutti sono ancora in piedi, il placcaggio non è consentito per motivi di sicurezza.

Per chi vuole un bel video con la spiegazione delle regole, ecco quello realizzato dai due campioni (ora formatori tecnici) Jeremy Guscott e Brian Moore, ex nazionali inglesi.

Strategia nel placcaggio

Per ottenere un buon placcaggio, le cose principali da ricordare sono di avere un buon tempismo, concentrazione e un’ottima “coordinazione occhio mano”.

La tempistica è particolarmente importante in quanto si affronteranno soprattutto giocatori che sono in piena velocità.

Ci sono tutta una serie di diversi tipi di placcaggio da imparare per diventare esperti. Uno dei “tackle” più comunemente usati ed efficaci è il “placcaggio laterale” che si ottiene quando è possibile avvicinarsi al giocatore da entrambi i lati.

Il placcaggio laterale

Principalmente la procedura sta tutta, facendo in modo di mantenere le spalle sopra i fianchi del portatore di palla, nel concentrarsi sulla coscia del giocatore da placcare e tirarlo giù, rinforzando la rotazione della spalla per l’impatto. Poi si continua il placcaggio affondando di peso con le gambe, aumentando nel contempo il contatto tra la coscia del portatore di palla e la propria spalla.

A questo punto è importante mantenere la testa dietro l’avversario e trattenendogli le gambe, usando il nostro slancio iniziale per portarlo giù. Infine, quando l’avversario raggiunge il suolo e rilascia la palla, è necessario ritornare sui propri piedi, prima di tentare di afferrarlo, perchè tentare di recuperare la palla senza essersi rimessi in piedi comporterà una penalità contro di noi.

Il placcaggio laterale non sempre funziona, quindi a volte sarà necessario affrontare il giocatore da dietro; questo accade spesso in una situazione di emergenza, tipo quando l’avversario è in procinto di segnare una meta. Allora un buon placcaggio da dietro diventa una fase di gioco davvero cruciale e risolutiva.

Il placcaggio da dietro

Come con il placcaggio laterale, la cosa più importante da fare è concentrarsi, questa volta sia sulle cosce sia sul “bersaglio grosso”.

La tempistica è più importante per questo tipo di placcaggio dell’avversario che, se affrontato da troppo distante rischia di farci finire in caduta sugli scarpini dello stesso, con risultati catastrofici e dolorosi. Cercate quindi di arrivare il più possibile vicini al giocatore da placcare, prima di effettuare il placcaggio, “tirandolo giù” e mantenendo il contatto quanto prima, avendo cura di posizionare la testa da un lato delle sue gambe.

Quando si effettua il contatto, manteniamo costante la stretta attorno alle gambe, cercando di non lasciarci andare giù, visto il momento che immancabilmente ci porterà verso terra. Dovremo cercare (e sperare anche) di cadere sopra all’avversario, per evitare infortuni.

Come in precedenza, potremmo essere tentati di finire lì la nostra azione e riposare a terra, ma è importante tornare subito sui propri piedi per continuare a giocare.

Con i placcaggi di cui sopra, la velocità è la chiave principale e saremo in grado di affrontare l’avversario solo se questi sarà abbastanza vicino a noi, per rendere facile il contatto. Tuttavia, ci sono modi in cui si può placcare anche se l’avversario è più distante.

La francesina

Ad esempio, se il nostro avversario è lontano da noi, è possibile utilizzare quello che è conosciuto come la “francesina” o “tap tackle”.

Nella “francesina” il placcatore si lancia cercando di effettuare uno sgambetto, afferrando o schiaffeggiando la caviglia dell’avversario, allungando una mano. Ovviamente è una mossa difficile adatta a giocatori esperti e funziona come segue.

È necessario tuffarsi in avanti il ​​più possibile in modo da arrivare ad avere un leggero contatto con le caviglie del giocatore, l’idea è che se lo si colpisce su una delle sue caviglie, questa può sbattere in quella dell’altra gamba e indurlo ad inciampare e, quindi, a cadere a terra.

N.B.: E’ fondamentale ricordarsi che inciampare deliberatamente su un giocatore con il piede è severamente proibito.

Strategia per evitare il placcaggio

La cosa principale per tutti i giocatori in possesso della palla è guardarsi dall’arrivo dei placcatori avversari che cercheranno di sbatterli a terra.

Ci sono una serie di tecniche che è possibile utilizzare per cercare di evitare un placcaggio, come quelle descritte di seguito.

Con le difese così forti e sempre più difficili da battere, uno degli strumenti più potenti ed efficaci che un giocatore può avere per battere i difensori e mantenere il possesso della palla è il passo laterale.

Il passo laterale o finta

Una tecnica comune è quella di utilizzare il movimento di finta del corpo laterale (noto come il “side-step”) e “schivare”, il che significa che fondamentalmente dobbiamo ingannare il nostro avversario, portandolo a pensare che si sta andando in una direzione, quando in realtà la nostra intenzione è di andare in quella opposta.

Tutto ciò che riguarda il nostro comportamento, a questo punto dovrebbe essere teso ad indicare la direzione iniziale, ad esempio facendo un passo ampio e visibile con la gamba esterna. Non appena l’avversario tenta di placcarci dovremo cambiare velocemente direzione, evitando così di essere placcati.

Alcuni dei più grandi giocatori hanno avuto la fortuna di possedere incredibili capacità di fare il “passo laterale”, come Gerald Davies, David Campese, Phil Bennett, Jonathan Davies e, più recentemente, Shane Williams e Quade Cooper. Tutti loro sapevano girarsi in pochi centimetri di campo, lasciando sul posto i difensori, che li aspettavano sul piede sbagliato.

Un bel filmato sulle finte? Eccolo!

Il finto passaggio

Un altro ottimo modo per cercare di ingannare il placcatore avversario è quello di utilizzare il “finto passaggio” a un compagno. Con questo movimento, meglio noto come “the dummy”, cercheremo di convincerlo che si sta per passare la palla, quando in realtà, continueremo a correre davanti a lui, così velocemente da causare confusione su dove il pallone sia andato.

Per svolgerlo in modo efficace, è necessario ovviamente avere i nostri compagni di gioco nelle vicinanze, e dovremo mantenere il contatto visivo con loro, dando l’impressione al placcatore che sopraggiunge, che si sta per passar loro la palla. A questo punto dovremo far finta di passare la palla, per poi spostare subito il nostro peso e accelerare per scavalcare il nostro avversario.

Ecco alcuni bei “dummies” per voi!

Conclusioni

La cosa più importante quando si fa un placcaggio è quello di mantenere a mente le sue regole, in particolare quelle che sono state studiate per la nostra sicurezza e per quelladei nostri avversari.

Con un po’ di allenamento questo movimento essenziale del rugby diventerà un movimento naturale e vi potrete concentrare su elementi più tecnici e professionali di placcaggio.

Buon rugby a tutti!!!