Guardando avanti…

Il presidente Pasa, intervistato dal Gazzettino, parla dell’annata appena conclusa.

“Io ho sempre creduto che, anche nello sport, la cosa migliore da fare sia essere chiari e diretti. Per questo, se la stagione che passa in archivio dev’essere certo valutata come positiva, mi sento anche di dire che resta un po’ di rammarico per quello che poteva essere e non è stato; almeno non compiutamente”.

Va diritto alla sostanza Giancarlo Pasa, il presidente del Belluno Rugby, alla richiesta di commentare la stagione 2017/2018.

– Proviamo a scendere nei dettagli. Quali gli aspetti positivi?
“Intanto il fatto che abbiamo sempre schierato una squadra con una bassa età media. E questo rappresenta anche una garanzia per il futuro. Poi, direi la crescita della mischia. Questo è lo snodo più delicato in una squadra perché la crescita interessa un gruppo e non singoli individui”.

– Un lavoro che richiede tempo.
“Esatto. Tempo e metodo. Ecco, proprio il fatto di lavorare con metodo è un altro aspetto che mi sento di postare tra gli attivi della nostra società”.

– Metodo significa anche condivisione di approccio?
“Non c’è dubbio. E la più immediata declinazione di questo modo di lavorare è l’impegno a fare degli allenatori un ‘gruppo’ coeso e sempre dialogante”.

– E quelli meno apprezzati?
“Non intendo fermarmi al solo risultato finale – siamo pur sempre arrivati secondi in un campionato impegnativo – quanto porre l’accento sul fatto che dobbiamo ancora completare quel percorso che ci permetta di mantenere la stessa tensione. In questa stagione, nella poule promozione non siamo sempre stati in condizione d’essere cinici; di chiudere le gare quando ne avevamo le possibilità; di sfruttare la meglio tutto il nostro potenziale. Di qui i tre stop patiti in trasferta che hanno finito per limitare la nostra classifica”.

– Guardando avanti: squadra giovane significa anche fare i conti con gli impegni di studio.
“E’ un limite di tutte le squadre che operano lontano dalle sedi universitarie. Soluzioni miracolistiche non ce ne sono ma cercheremo di ovviare a questo problema usando buon senso”.

– Per un De Polo che lascia, quali innesti?
“Dall’under 18 saliranno certamente quelli della classe ’99 e, forse, anche qualche 2000. Ma come ricordavo, l’intelaiatura è ben strutturata e presenta giocatori che hanno ancora un ampio futuro”.

– Ultima domanda. Chi ci sarà a guidare la prima squadra?
“Gigi Liguori, naturalmente. In questi anni ha lavorato bene, in profondità, facendo crescere molti atleti, anche intuendo e attuando nuove posizioni e nuovi ruoli che – alla prova dei fatti – hanno dato esiti largamente positivi”.

Insomma: archiviata una stagione, già si lavora per la prossima. Con tranquillità e con metodo. Appunto.