Un derby da incorniciare!

A Villa Montalban vanno in scena due squadre che si equivalgono, per la gioia e le sofferenze dei tifosi, sia granata che gialloblù.

Sul cronometro mancano un paio di minuti e il punteggio vede il Belluno avanti di due lunghezze: 15 a 13. Belluno che è sistemato nella metà campo feltrina e sembra in pieno controllo della gara.

Ma c’è un rapido capovolgimento di fronte, la difesa gialloblù si fa trovare fuori posizione e Corso è bravo a infilare il corridoio libero e a depositare in mezzo ai pali. Lo stesso Corso, poi, trasforma per il 15 a 20.

A questo punto, gli umori sugli spalti cambiano totalmente: si fa festa sulla tribuna granata mentre, a parte qualche isolato incitamento, i sostenitori gialloblù già pensano all’occasione persa.

Tuttavia, la gara finisce solo al fischio del direttore di gara. Sulla ripresa del gioco, Feltre conquista l’ovale ma non trova spazio per manovrare e si deve affidare al calcio. Che la barriera dei locali intercetta.

Vedana (feltrino d’origine, vedi tu il gioco del caso) è lestissimo ad impossessarsi del pallone e a filare per una sessantina di metri verso l’area di meta ospite, invano inseguito dai giocatori granata. Palla schiacciata e comoda trasformazione del solito Damiano Sacchet.

Giusto il tempo per riprendere in gioco, poi i padroni di casa – conquistato il pallone – lo scaraventano oltre l’out e Russo fischia la fine.

Alla vigilia ci si attendeva una gara equilibrata e incerta e così è stato. Liguori aveva preparato un approccio che prevedeva la pressione della mischia e un gioco disegnato attorno al pack.

Questo, per provare a costringere i granata ad affidarsi al gioco al piede. Scelta fondata se è vero che gli allunghi degli ospiti sono arrivati quando la linea veloce feltrina è riuscita ad allargare il fronte del gioco.

Primo tempo di marca gialloblù (Feltre impiega oltre 13 minuti per arrivare ad affacciarsi nella metà campo del Belluno) anche se a passare in vantaggio sono proprio gli ospiti. Poi la reazione del Belluno, il sorpasso e l’allungo fino al 10 a 6 maturato al riposo.

Equilibrio fino a metà ripresa (mete di Vedana e Boschet), ma sempre col Belluno avanti, poi il finale che ha messo a dura prova le coronarie delle due tifoserie.

Risultato finale: ASD RUGBY BELLUNO 22 – FELTRE 20

MARCATORI: 14’Corso cp; 19′ Longo mt Sacchet D., 25′ Corso cp; 35′ Sacchet D. cp; 48′ Vedana mnt; 62′ Boschet mt Corso; 78′ Corso mt stesso; 80′ Vedana mt Sacchet D.

BELLUNO: Cuzzuol, Sparano (66′ Cantoni), De Polo Alb., Sacchet D., Longo, Sacchet F., Vedana, Bianchet (79′ Mattia), Monestier, Bernardi, Casol, Brancher (De Polo Ale.), Sommacal, Pellin (52′ Barnabò), Zampieri.

FELTRE: De Boni, Righes (52′ De Marco), Dell’Omo, Perotto G:, Boschet (75′ Garlet), Corso, Sommariva, Bertelle, Perotto E., Stefani (73′ Riva), Bellumat (70′ Gurrieri), Bortolot (52′ De Rocco), Cambruzzi, Bordin, Perotto M. (70′ Bilesimo).

ARBITRO: Filippo Russo di Treviso.

NOTE: terreno in buone condizioni, spettatori 250 circa.

Daniel Vedana, ieri in grande spolvero.
“E’ stata la partita che avevamo preparato, con qualche sbavatura, certo. Sbavatura dovuta, però, anche alle qualità del Feltre”. E’ il solito pacato Gigi Liguori (berretto portafortuna col la felce neozelandese) quello che si presta a commentare un derby vissuto sul filo dell’equilibrio fino alla fine.
– Qualche occasione gettata al vento anche oggi.
“Non mi stanco mai di ripetere che è necessario ascoltare il tecnico. Che ha certamente più esperienza e che, dalla panchina, ha sempre la visione d’assieme della partita. Capisco che, talora, c’è la frenesia di voler chiudere la sfida ma, quasi sempre, si finisce per offrire un inatteso vantaggio agli avversari. Quello che abbiamo rischiato di fare oggi”.
– Continuano a giocare con buona visione i due mediani.
“Si, è vero. Pur essendo giovani, non solo si stanno affiatando, ma dimostrano di essere sempre più capaci di guidare il gioco”.
– Mischia ben organizzata anche se la spinta non si è sempre concretata in occasioni.
“Bisogna crescere nella seconda fase, quella che prevede il controllo dopo la spinta. E si, qui abbiamo margini di miglioramento”.
– Sosta, poi le trasferte a Villadose e a Trieste.
“Ci penseremo a suo tempo. Certo, a Trieste col campo ridotto, sarà un bel impegno. Ma vedremo di studiare l’approccio”.

(Articolo di Silvano cavallet per il Gazzettino)