La Under 18 vince col Piave sul filo di lana

13 Novembre 2017 at 13:15

I ragazzi di Tomasella vincono meritatamente, allo scadere, una partita difficilissima e molto fisica.

L’Under 18 gialloblù ieri è andata a sfidare i pari età del Rugby Piave sul loro campo di Pieve di Soligo, in una partita che poteva presentare molte insidie.

I tecnici Tomasella e Rossi erano stati chiari fin da subito: se avessimo giocato come nell’ultima di campionato nessuno ci avrebbe potuto fermare, facendo girare la palla deve girare e dando velocità e timing alle azioni. In caso contrario la gara sarebbe stata durissima.

E purtroppo la gara durissima lo è stata. Ne sanno qualcosa il nostri ragazzi del pacchetto di mischia.

Il XV gialloblù con molte defezioni e con una panchina dal numero quasi inesistente, un solo cambio effettuato all’ala, è partito con un attimo di incertezza, attimo che subito ha messo in chiaro che la gara non si sarebbe portata a casa con leggerezza.

La loro prima linea, in particolare il loro Pilone numero 1 è stato il mattatore della partita, sia nel bene che nel male.

Per i primi dieci minuti i nostri ragazzi non sono quasi mai riusciti a superare la metà campo, anzi sono rimasti quasi in pianta stabile nei nostri 22, complici anche a dei calci di liberazione un po’ approssimativi.

Poi, pian pianino, i ragazzi hanno rialzato la testa e hanno conquistato il campo. Non c’è infatti mai stato il tempo di bere un goccio d’acqua e la partita è proseguita a suon di colpi, corretti e non (vedasi  il colpo in faccia al nostro pilone numero 3, che comunque non si è risparmiato come il resto dei compagni a restituire le “cortesie” agli avversari).

Al termine del primo tempo un errore dei biancoverdi ci permetteva di andare ad un calcio di punizione per 3 punti che ci davano un po’ di respiro.

L’arbitro nell’intervallo ci racconta che questi 30 ragazzi sono più fabbri che giocatori da quanto picchiano, è un po’ in difficoltà a tenerli per i continui errori e i molti falli, ha paura che possa scappare di mano la partita. “Spesso – dice – non fischio nemmeno, se non è così grave… Altrimenti non ci muoveremo da metà campo.” Questo però allo stesso tempo ha portato ad azioni sempre più fisiche, non violente, ma molto molto dure… il metro di misura sembra uguale per tutti o almeno ci prova.

Ripresa fatta allo stesso modo. Quello che faceva arrabbiare i nostri tecnici era l’evidente nostra superiorità tecnica, che palla alla mano e in velocità ci portava sempre con facilità nei loro 22, ma una volta arrivati lì la tensione e la fretta di chiudere ci portava ad errori da mini rugby.

Come l’errore ingenuo a metà secondo tempo, che ci ha portato al giallo per il nostro Da Pian, che si è visto sventolare il cartellino per intercetto volontario, con palla non recuperata e messa fuori. Basito del giallo, andava (non senza imprecare) nell’area a lui destinata.

In 14 contro 15 all’interno dei nostri 22 metri, con una difesa da leoni, due liberazioni errate e scelte di gioco di dubbio gusto, hanno portato l’ovale sulle mani dei padroni di casa. “Try“ e trasformazione: 8 a 3 per il Rugby Piave.

Non abbiamo contato i “Santi” chiamati in causa dai nostri tecnici e neppure le “parole” per ricaricare i nostri ragazzi, se mai ce ne fosse stato bisogno.

Da qui in avanti è stata partita a senso unico, per oltre un quarto d’ora. Tanto gioco alla mano, tutto gialloblù, ma gli errori ingenui continuavano e la partita non si chiudeva.

Ma proprio allo scadere parte una nostra maul, appena dentro i 22 avversari. Il pacchetto di mischia avanza e avanza, fin appena dentro l’area di meta, non si riesce a mettere giù però la palla e da maul diventa un mucchio di maglie, per la palpitazione dei cuori di entrambe le tifoserie.

Ad un niente dal fischio finale, arriva l’ingenuità del loro numero 1 (nella foto): gancio da sotto a stappare la palla dalla maul e fischio dell’arbitro: azione irregolare e meta tecnica per noi!

10 a 8 e vittoria meritata, ma insperata fino a 60 secondi prima. E il nostro “Joe” Tomasella si lasciava scappare un “Ho perso anni di vita anche oggi…”.

Grandi ragazzi! Ma quanta sofferenza…

 

(Articolo di Thomas De Bastiani)

Foto Aldo De Menech