Dei De Polo e di altre storie

Quando una famiglia entra di diritto nella “Hall Of fame” di una società sportiva…

Il patriarca, Valentino, arriva a vestire la maglia gialloblù nella stagione 1977/1978, con il Belluno in serie C. E attaccherà gli scarpini al chiodo dieci anni più tardi, al termine della prima esperienza dei gialloblù in serie A2.

Un rugby, quello degli anni ’70 e ’80, molto diverso da quello di oggi.

“Si – commenta Valentino – ora tutto è fatto a grande velocità mentre allora il gioco era molto più statico; caratterizzato da tanti raggruppamenti, a volte infiniti. Certo, però, che eravamo, complessivamente, una buona squadra. Con qualche eccellenza nella mischia dove giocavamo si aio che mio fratello Roberto”.

Valentino, con la sola eccezione dell’ultimo anno, quella di A2, nel corso del quale è stato anche schierato in seconda, ha sempre giocato da terza linea.

Roberto, per contro, è stato una poderosa seconda.

Al punto che, col suo arrivo, Valentino – che era l’Incredibile Hulk – è diventato il più posato ‘Tin Tin’.

“Entrambi abbiamo iniziato tardi (io a 19 anni, Roberto dopo i 20) ma abbiamo tenuto il campo. Dieci anni io (dal 1977 a fine anni ’80), dieci Roberto (tutti gli anni’80). Aver iniziato tardi ci penalizzava dal punto di vista tecnico; mancanza che cercavamo di colmare col fisico. Le nostre ripartenze, palla in mano, o i nostri placcaggi si ricordano ancora oggi”.

I tifosi, certo; ma anche gli avversari di allora!

Articolo di Silvano Cavallet
Dal Gazzettino del 27 dicembre 2015