Eroi fuori e dentro il campo

1 Novembre 2015 at 09:57

Sonny Bill Williams regala la sua medaglia di vincitore della Coppa del Mondo di Rugby a un ragazzino

Sonny Bill Williams l’ha fatto di nuovo!

Una settimana dopo essere stato lodato per aver consolato il centro sudafricano Jesse Kriel, seduto in lacrime sotto i pali, dopo aver perso la semifinale del mondiale, il centrocampista All Blacks ha dato la medaglia di vincitore della Coppa del Mondo di Rugby a un ragazzino a Twickenham.

Ultimo atto disinteressato di Williams dopo che una guardia di sicurezza aveva affrontato il giovane tifoso, Charlie Lines, mentre cercava di andare in campo alla ricerca di un autografo del suo campione del cuore.

https://www.youtube.com/watch?v=o1efwKglwZU

“Stavo camminando con i ragazzi per fare il giro d’onore con i ragazzi e un ragazzino è venuto verso di me, ma è stato placcato da una guardia di sicurezza, che lo voleva bloccare. Mi è dispiaciuto per il piccoletto, che avrà avuto 7 o 8 anni. Sarà una notte che si ricorderà per sempre.”

Sonny Bill Williams ha poi twittato: “Un bambino che ha quella volontà e che si prende questo rischio si merita una medaglia. Goditela, fratello!”.

Gli atti fuori campo del centrocampista neozelandese sono diventati ormai una bella caratteristica di questa sua seconda Coppa del Mondo e ci sarà, quindi di che parlare, dopo questa vittoria degli All Blacks per 34 a 17, contro i Wallabies.

L’allenatore degli All Blacks, Steve Hansen, dopo la finale ha parlato di come fosse desiderio di tutta la squadra di lasciare una buona impressione sul pubblico, al torneo. Ha dichiarato alla stampa: “Vincere o perdere è irrilevante. Quello che vogliamo fare è lasciare questo paese avendo fatto capire alla gente che abbiamo buoni valori e non siamo persone cattive. Dobbiamo tutti godere di quest’esperienza. Troppi atleti lasciano passare queste occasioni speciali e non hanno la possibilità di goderne.”

E ancora Hansen: “Ci sono un sacco di persone che hanno capito che non siamo i grandi e cattivi orchi che, a volte e in questa parte del mondo, la stampa ha voluto scrivere di noi. Siamo persone normali che sanno giocare il rugby ragionevolmente bene. La vita è troppo breve per essere seri tutto il tempo. Se siete semore seri, la vita è noiosa.”

Williams è stato solo una parte di quest’offensiva mediatica che ha visto tutti i giocatori All Blacks uscire dagli schemi, avvicinandosi ai media e ai tifosi nel corso delle ultime sette settimane. E dopo aver giocato un ruolo chiave nella finale Sonny Bill è stato felicissimo di scherzare coi tifosi, dopo essere rientrato dagli spogliatoi di Twickenham.

“Noooo! Ho chiuso gli occhi e ho buttato la palla!”, ha detto quando gli è stato chiesto se aveva visto Ma’a Nonu prima dell’off load che aveva trovato all’appuntamento il suo compagno, dopo la splendida corsa di 45 metri per la linea di meta.

“Sto solo scherzando, naturalmente! Ho provato o non sarebbe passato, altrimenti. Ha fatto la sua magia e siamo stati fortunati ad andare in meta e ottenere alcuni punti di vantaggio.”

Quattro anni fa Williams aveva fatto una inconsistente figura, dopo aver giocato solo per poco nella vittoria finale contro la Francia. Così nella World Cup 2015 egli è sembrato contento di svolgere qualsiasi ruolo fosse richiesto dalla squadra durante tutto il torneo.

“Volevo solo uscire e fare buona impressione. Sapevo che avevo anche un po’ di tempo per me stesso, stasera, e ero solo molto contento per i miei fratelli, tutti i miei compagni di squadra che stanno per tornare a casa. E’ uno spogliatoio molto felice, il nostro, ma ancora più importante è sapere che torniamo a casa in un paese felice.”

“Tutti i nostri amici e parenti che ci hanno sostenuto durante tutto il mondiale. Non solo loro, ma il sostegno di tutto il pubblico è stato immenso.”:

Williams ha detto che il modo in cui la squadra aveva difeso nel periodo in cui erano in 14, con Ben Smith fuori per ilcartellino giallo, aveva dato ancora più valore al loro gioco della finale.

“I ragazzi hanno scavato in profondità e questo succede quando sai che la tua squadra è più di una squadra. E’ come una fratellanza. Ti rompi la schiena, placchi più forte, spingi quel qualcosa in più… …tutto perché sai che lo stai facendo per l’altro, per la squadra.”