Amarcord gallese…

9 Novembre 2015 at 18:27

QUANDO LA NOSTRA UNDER13 SBARCO’ NEI “BRECON BEACONS”

Sono oramai passati quasi sette anni da quando la nostra prima “under” è andata in Galles per onorare e celebrare il gemellaggio col “Brecon Rugby Football Club” e, anche per iniziare a riempire la nostra collezione di fotografie, ci piace ricordare quella prima storica uscita in terra gallese, con le parole di chi di quel viaggio porterà per sempre nel cuore un ricordo indelebile e magnifico.

Guarda le foto del gemellaggio Brecon – Belluno 2009

L’AVVENTURA

L’Under 13 gialloblù in Galles: «Un’esperienza indimenticabile»

Un’avventura. Da raccontare in un diario. Ecco la storia della
trasferta in Galles della formazione Under 13 del Rugby Belluno.
Raccontata dai protagonisti.
      Per tanti di noi la trasferta in Galles rappresentava non solo
un viaggio decisamente lungo ma, anche, il battesimo del volo. Qualche
preoccupazione c’era, è logico. Ma la prospettiva di andare a giocare
in Galles è stata superiore a ogni timore. Prima sorpresa
all’aeroporto di Bristol: ci stanno aspettando sventolando la bandiera
tricolore! Il tempo di salutare, poi subito sul pullman diretti verso
Brecon. È già notte e non si vede nulla ma intuiamo che stiamo vivendo
una straordinaria avventura. Arriviamo a Brecon dopo le due della
notte ma, altra sorpresa, i coetanei con i quali vivremo i prossimi
giorni sono tutti in piedi ad aspettarci. Evidentemente, né le
lusinghe né le minacce dei genitori li hanno convinti ad andare a
letto. Veloci presentazioni e poi, con le auto, via verso le case che
ci ospiteranno. La sveglia è data di buon mattino, colazione ‘robusta’
e finalmente possiamo vedere dove siamo: i nostri amici abitano in
fattorie e, intorno a noi, ci sono distese di prati verdi a perdita
d’occhio. Ma il programma è fitto. Alle dieci del primo giorno siamo
già a scuola, accolti nella palestra da tutti gli alunni della High
School di Brecon. Poi ci dividiamo in piccoli gruppi e andiamo in
classe a fare lezione. Mangiamo alla mensa e, finalmente, arriva il
momento di scendere in campo. In realtà, bisognerebbe dire ‘i campi’:
ce ne sono addirittura 4, la pista di atletica, la piscina, 2 campi da
calcio e quello di cricket! Un’ora di allenamento con il tecnico della
scuola e poi la partitella. Che affrontiamo con qualche timore.
Intanto arrivano anche Toni Palma e i nostri dirigenti ai quali
raccontiamo le nostre impressioni: qui non si scherza e sarà dura.
Difatti, la partitella ci vede battuti. Ma la sconfitta ci spinge ad
analizzare subito le ragioni della nostra non ottima figura. Subito
dopo, via alla volta delle ‘nostre’ famiglie. In serata sono previste
le premiazioni dei migliori atleti dell’anno. Per noi, anche l’invito
alla cena nella Club House. In famiglia non facciamo quasi in tempo a
parlare al telefono con i nostri genitori: c’è un’importante chiamata.
Jamie Roberts, centro dei Cardiff Blues, giocatore della nazionale
gallese e selezionato per il XV dei Lion’s (poco meno di un mito,
insomma) ci sta aspettando per conoscerci. Immancabile la foto ricordo
prima di andare a nanna. Domani sarà il momento del torneo. Sveglia,
colazione, arrivo al campo. I nostri tecnici ci stanno aspettando e,
nel frattempo, hanno fatto garrire la bandiera italiana, quella
gallese e quella mitica del Belluno Rugby (cucita con tanta pazienza
da Carlos) che ci accompagna sempre nelle nostre trasferte. Poche
parole: adesso servono i fatti. Per la prima volta calpestiamo l’erba
dello stadio di Brecon. Qui Keith Morris papà di Nia (la nostra
insegnante di inglese), ha fondato il minirugby e allenava pur essendo
costretto su una sedia a rotelle. C’è, infatti, una targa che lo
ricorda. Davide, il nipote, gioca con noi e vediamo che la mamma è
emozionata, cercheremo di mettercela tutta e di fargli far bella
figura. L’esordio è con il Builth Wells. L’emozione della vigilia è
passata. Partiamo con grinta: palla conquistata in un raggruppamento,
apertura al largo con tutti i tre quarti interessati fino a Federico
Sacchet che finalizza in meta. La segnatura ci mette le ali ai piedi:
finisce 32 a 0 per le sei mete e una trasformazione. Ma è proprio
vero? Non c’è però il tempo di pensarci. Dobbiamo tornare in campo,
questa volta con il Brecon. Sappiamo che sarà dura. Nel loro XV ci
sono molti giocatori della scuola; tra i quali anche Roory Roberts che
ieri sera è stato premiato come miglior giocatore dell’anno. Gara
difficile, grande agonismo da una parte e dall’altra. Ma ci abbiamo
preso gusto: placchiamo e pressiamo senza un cedimento. A metà partita
siamo avanti nel punteggio ma, subito in avvio di ripresa, arrivano
due mete dei padroni di casa. Gara sempre più incerta ma, a cinque
minuti dalla fine, siamo noi che realizziamo la meta decisiva.
Incredibile: abbiamo vinto il torneo. Il ‘terzo tempo’ è nella
migliore tradizione: riceviamo il nostro primo ‘cap’, c’è lo scambio
di cravatte tra i dirigenti, e poi ci chiamano sul palco dove cantiamo
a squarciagola l’inno di Mameli. E’ tempo di tornare. A Belluno ci
sono i genitori che ci accolgono con urla e applausi. Che dire? È
stata un’esperienza indimenticabile. Adesso, aspettiamo il momento nel
quale potremo ricambiare l’ospitalità e l’accoglienza dei nostri amici
di Brecon. Da ultimo, un grazie a tutti coloro che ci hanno permesso
di realizzare questo straordinario sogno!

Foto Archivio Toni Palma ©