Arriva il Giappone

17 Ottobre 2015 at 17:56

Cosa succede dopo la Coppa del Mondo

Da circa un mese sono stati rivelati struttura e calendario del Super Rugby 2016, torneo che sale a 18 squadre con l’ingresso dei sudafricani Southern Kings, della franchigia nipponica e di quella argentina.

Per quanto riguarda queste ultime due si è ancora in attesa di conoscere la rosa completa, lo staff tecnico, il nome e anche la divisa.

Il sito RugbyFun fa sapere che la franchigia argentina dovrebbe chiamarsi Los Jaguares, che la maglia sarà griffata Nike, come la nazionale, e sarebbe ispirata “alla pelle di un felino” mentre il logo della nuova squadra dovrebbe comprendere un puma che abbraccia un giaguaro, a simboleggiare la vicinanza proprio con la nazionale.

Per quanto riguarda lo staff, la UAR comunicherà il tutto dopo la fine del Mondiale, ma alla guida della selezione non dovrebbe esserci il ct Daniel Hourcade, che rimarrà impegnato esclusivamente coi Pumas. Certo darà una mano ma pare che il nome forte per il ruolo di head coach possa essere quello di Felipe Contepomi a cui, da gennaio, è stato assegnato un ruolo federale, allenando l’Argentina A.

Sulla sede di gioco designata, che la SANZAR ha fortemente voluto fosse Buenos Aires, il RugbyFun fa sapere che il Parque Sarmiento non ospiterà le partite della franchigia, nonostante fosse l’opzione numero uno, per via della presenza della pista di atletica e per il fatto che la struttura è utilizzata anche per altre discipline.

Altre strutture papabili potrebbero essere gli stadi Newman o Belgrano e l’Ippodromo di San Isidro.

Oltre ai Los Jaguares argentini, ci saranno poi i Southern Kings sudafricani e ci saranno i Sunwolves giapponesi. E ora il Giappone – che ha avuto molti problemi a costruire la squadra in questi mesi – ha annunciato il nome della squadra.

Che sarà Sunwolves, con la federazione nipponica che ha già lanciato l’hashtag ufficiale della squadra (#BreakTheLine) e un logo minimale, ma dove spicca la N nipponica. I Sunwolves non giocheranno, però, solo in Giappone, con lo stadio ‘casalingo’ che si dividerà tra Tokyo e Singapore, una scelta per favorire i trasferimenti dei club sudafricani.