Altre polemiche per il mancato rinvio del derby

Domenica era stato il presidente del Belluno, Mirko Costa a lamentarsi dell’arbitro Stevanato per la decisione di cominciare e portare a termine il derby con l’Alpago, nonostante il diluvio. Il campo di Safforze è stato macinato dai tacchetti delle due squadre e rimane da stabilire chi pagherà i danni. Se la municipalizzata Sportivamente Belluno, che gestisce l’impianto o la società di Villa Montalban, che lo utilizza con la prima squadra e le giovanili. Il medico gialloblù Lorenzo Bernardi si era permesso di consigliare al direttore di gare di non cominciare già la gara della giovanile.

«Ho quattro figli che praticano questo sport – dice in una lettera inviata al Corriere – e mi sono permesso di dare questo consiglio all’arbitro per due motivi: primo i giocatori giovani rischiano d’infortunarsi seriamente, viste le condizioni del terreno di gioco; secondo il soccorso in campo di qualche giocatore, eventualmente infortunato sarebbe stato difficoltoso, considerate le condizioni climatiche (acqua alta qualche centimetro su tutta la superficie del campo). Mi ha chiesto se non me la fossi sentita di fare il mio mestiere e mi è sembrata una domanda fuori luogo. Una volta rassicurato il giovane fischietto, si è cominciato e, a dire il vero, anche l’allenatore dell’Alpago ha spinto per partire. Risultato? Dopo venti minuti, in mezzo al diluvio e al vento, partita sospesa, perché una mischia è stata ripetuta tre volte, in mancanza di appoggi sicuri, in mezzo all’acqua».

La prima squadra. Non contenta, la classe arbitrale ha dato il via anche al derby di serie C: «Qui il fischietto dice che le righe si vedono, pertanto si può giocare. Risultato? Manto erboso rovinato sulla quasi totalità della superficie. E allora vorrei far notare che le strutture sportive appartangono alla comunità e sono di proprietà del Comune, che in passato ha investito molti soldi per allestirle; se si riesce a non rovinarle, è un bel vantaggio per tutti; non sarebbe male se anche tra i direttori di gara si facesse spazio un po’ di senso civico e di buon senso: credo si debba tenere conto dei danni forse irrimediabili che si possono arrecare a una struttura, se la si calpesta in condizioni climatiche eccezionali, come quelle di domenica. Vale a dire allerta in mezza Italia e non una pioggerellina di qualche minuto. La conclusione che si può trarre è che lo sport vada pure a farsi benedire. L’importante è che una trentina di giovanotti si diano battaglia, inzuppati di acqua, cercando di non farsi sfuggire una saponetta».

Mai più Stevanato. Cosa fare quindi? «Confesso che qualche personaggio non sarebbe gradito a Belluno».

Gigi Sosso – © Corriere delle Alpi